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	<title>Nada Yoga</title>
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	<description>Lo Yoga del suono</description>
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		<title>Il Mandala</title>
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		<pubDate>Sun, 25 Apr 2010 12:12:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nada Yoga]]></category>

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		<description><![CDATA[Guarda il video tratto dalla trasmissione REPORT di TSI, televisione della Svizzera Italiana

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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Guarda il video tratto dalla trasmissione REPORT di TSI, televisione della Svizzera Italiana</strong></p>
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		<title>Yantra, mantra e mandala nella trasmissione report di TSI</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Apr 2010 13:12:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nada Yoga]]></category>

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		<description><![CDATA[Guarda il video con Selene  Calloni Williams e Rupert Sheldrake

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			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Guarda il video con <a href="http://www.nonterapia.ch/nonterapia/amici-insegnanti-guest-teacher/selene-calloni-williams/">Selene  Calloni Williams</a> e Rupert Sheldrake</strong></p>
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		<title>Nada yoga, il suono che nasce dal silenzio</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Oct 2009 14:10:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nada Yoga]]></category>

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		<description><![CDATA[TRATTO DA:
 &#8220;L&#8217;UTILIZZO DEL NADA YOGA NEL COUNSELING&#8221; 
di Catia Grandi (catiagrandi@libero.it)
Tesi finale della Scuola Superiore di counseling professionale, counseling filosofico e nonterapia
Il suono è la forza più potente e primordiale che abbiamo a disposizione. Per secoli i guaritori, con grande intuizione, hanno utilizzato l’effetto terapeutico del suono, e nelle tradizioni di tutti i popoli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong>TRATTO DA:</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;">&#8220;L&#8217;UTILIZZO DEL NADA YOGA NEL COUNSELING&#8221; </span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">di Catia Grandi (<a href="mailto:catiagrandi@libero.it">catiagrandi@libero.it</a>)</span></span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;">Tesi finale della <strong><a href="http://www.nonterapia.ch/scuola-di-counseling-counseling-filosofico-e-nonterapia/" target="_blank">Scuola Superiore di counseling professionale, counseling filosofico e <span style="COLOR: #33cccc"><em>nonterapia</em></span></a></strong></span></span></p>
<p style="text-align: justify;">Il suono è la forza più potente e primordiale che abbiamo a disposizione. Per secoli i guaritori, con grande intuizione, hanno utilizzato l’effetto terapeutico del suono, e nelle tradizioni di tutti i popoli il suono, prodotto con gli strumenti più diversi, è stato considerato un mezzo potente per portare l’uomo in uno stato di benessere, di “allineamento”. Ad esempio, nelle culture native americane la musica ha avuto la funzione di unire le persone con rituali sacro-cerimoniali &#8211; di guarigione, riportando l’uomo all’unità con il tutto.  Per le tradizioni sapienziali orientali liberare la mente dai pensieri è di fondamentale importanza, perché le emozioni e gli stati d’animo che la occupano, ne usurpano l’energia. Generare uno stato di silenzio mentale e aprirsi all’ascolto della matrice cosmica è l’ obbiettivo del Nada Yoga, poiché la buddhità, la Vera Natura, si può auto-rivelare attraverso l’uso di questa tecnica. Il termine “Nada”, deriva dalla radice sanscrita nad (flusso), e significa suono. Quindi Nada Yoga è lo Yoga del Suono: la via dell’unione con il divino attraverso il ritrovamento del suono primordiale, la cui eco si ritrova in tutta la natura.  <span id="more-40"></span>I purana tantrici, testi sacri &#8211; educativi rivolti a tutti, scritti dopo i Veda ( il primo Veda in forma scritta risale a 1500 anni a.C.), parlano del Nada yoga. La tradizione vedica vuole che, prima dell&#8217;apparizione del mitico saggio Vyāsa (chiamato anche l&#8217;avatar scrittore , al quale si deve la compilazione del grande poema epico Mahābhārata), le persone comuni potessero ricordare i Veda a memoria, anche ascoltandoli una sola volta, riuscendo a capirne anche tutte le implicazioni. Ma nell&#8217;epoca del Kali Yuga (l&#8217;era attuale), nella quale la durata della memoria si è notevolmente ridotta e gli individui sono spiritualmente meno acuti, Vyāsa discese nel mondo, e per servizio all&#8217;umanità, mise i Veda in forma scritta, li divise in quattro parti, e compose tutti i 18 Purana (specialmente il Bhagavata Purana); inoltre, è ritenuto l&#8217;autore del Vedānta Sutra, un importante testo Vedico che concilia versi delle Upaniṣad in apparente contraddizione tra loro. Poiché a Vyāsa è attribuita la meritevole impresa che permise all&#8217;uomo moderno di comprendere la divina conoscenza dei Veda, egli viene anche chiamato Veda Vyāsa, o &#8220;suddivisore dei Veda&#8221; (la parola vyāsa infatti può significare &#8220;dividere&#8221;, &#8220;differenziare&#8221;, o &#8220;descrivere&#8221;).  <strong>In tutte queste millenarie filosofie, c’è una relazione tra suono e forma; una corrispondenza tra il macrocosmo e il microcosmo. </strong>Non si può parlare di suono senza parlare di forma. Qualsiasi cosa esista nel mondo fisico, astrale o causale, animata o inanimata, è fatta in forma e sostenuta in suono dalla vibrazione Divina.  Secondo i Maestri Sufi, i mistici dell&#8217; Islâm, la Creazione è la musica di Dio, infatti in tutte le tradizioni mistiche il suono gioca un ruolo vitale, come ponte tra il mondo fisico e quello astrale, l’inconscio e il conscio, la forma e ciò che è senza forma.  Gli yogin, attraverso le tecniche respiratorie che si basano sulla lentezza e sulla profondità del respiro, escono dal tempo e controllano il suo scorrere: l’ inspirazione riassorbe, e l’espirazione genera. Il respiro dunque è importantissimo, perché è alla base della vita e del suono … ed il suono è la domanda stessa.  Emettendo il suono, l’uomo formula domande.  Stare nella domanda è la chiave per stare nel tempo, in quanto muovendosi in un universo vuoto, la domanda si rivolge solo a sé stessa, perché al massimo incontra il suo eco, mai la risposta. Ahimè, l’uomo moderno è prigioniero del tempo, la sua forma mentis viziata fugge dalla domanda, e di conseguenza, dalla morte-dalla madre-dalla natura. Cercando affannosamente risposte, inevitabilmente genera ansia perché non sa con certezza se la risposta che ha trovato è quella giusta …,  ma …  Non esistono risposte! La sola risposta alla vita è il non essere: è la morte delle paure e delle speranze.  L’esistenza è la splendente vacuità del nulla! (nel Surangama Sutra, uno dei testi più importanti del Buddismo, il Buddha dice che la vacuità del nulla è la vera essenza della coscienza).  Stare nella domanda, e quindi nell’ostacolo, significa avere l’opportunità di potenziare la visione, di succhiare la forza per agire. Al contrario oggi, cercare la risposta è fondamentale perché diminuisce la soglia del dolore . Il dolore è potere, e l’uomo non riesce a fronteggiare la stessa forza che è in lui, e ipnotizzato – anestetizzato, e costruendosi false certezze, evita il dolore, e la domanda di conseguenza.  Il “carattere” e la “qualità” della nostra voce influenzano direttamente gli eventi, in quanto la voce ha un potere formatore. Lavorare sulla voce , oltre che ad essere è molto affascinante, ci permette di raggiungere gli obiettivi materiali/spirituali (due facce della medesima medaglia), che ci siamo prefissati.  Nella Bagavad Gita si legge:  “compi l’opera che ti è stata affidata poiché l’azione è infinitamente superiore alla non-azione”.  Avere successo è riuscire a compiere l’azione. Essere motivati, fiduciosi, positivi e energeticamente carichi al punto da poter compiere l’azione è lo stato del successo. Il successo non è nel risultato dell’opera, ma nella forza di compierla; questo si legge sempre nella Bagavad Gita, con un verso che recita: “tu hai diritto all’azione, non ai frutti dell’azione”. Il potere creativo della parola, è raccontato anche nei testi sacri di tutte le tradizioni spirituali occidentali e orientali. I salmi 32-33 della Bibbia recitano: “Dalla parola del Signore furono fatti i cieli, dal soffio della sua bocca ogni loro schiera”, mentre nel Rig Veda c’è scritto che “quando gli Dei pronunciano il nome delle cose, queste vengono create”. Ancora, dal Vangelo secondo Matteo:  “In base alle tue parole sarai giustificato o condannato”.  La voce ci segnala qual’ è la relazione tra noi stessi e il mondo. Infatti, la voce cambia a seconda dell’emozione che proviamo; della persona con cui interloquiamo (che non è una persona a caso, ma generalmente è la nostra proiezione del padre o della madre). La voce cambia anche a seconda del piacere che prova l’organismo, perchè il piacere organico influenza la voce, e viceversa; quindi lavorare sulla voce significa anche avere il potere di influenzare-aumentare il piacere organico.  Il piacere organico è la sorgente del potere personale, ed è una meta raggiungibile ripulendo i sensi dal condizionamento. Secondo Naropa (maestro dello yoga himalayano, vissuto nel 960 d.C.,), il piacere immoto – quel piacere che non è vincolato da nessun oggetto esterno &#8212; se alimentato, impedisce di rimanere imprigionati nella ruota del samsara, poiché il non provare piacere induce a compiere azioni nefaste che conducono al samsara, la ruota delle rinascite.  Quindi il piacere è il motore del cambiamento:  più c’è piacere nell’organismo , più c’è beatitudine nell’anima. Quando non c’è piacere si è trattenuti dall’agire, e non si può compiere l’opera.  Qual è la percezione ordinaria del suono?  Siamo sensibili al suono anche quando non ce ne rendiamo conto ed ascoltiamo non solo con le orecchie ma con tutto il corpo. A proposito, sono stati fatti vari studi ed esistono varie sperimentazioni che dimostrano come i suoni delle varie vocali e delle varie lettere dell’alfabeto vanno a toccare determinate parti del nostro corpo. Quest’analisi è stata fatta in particolare dalla psicofonia che ha illustrato una dettagliata cartografia sulla relazione fra le frequenze della scala musicale ed il corpo umano.  A seconda del livello di consapevolezza della persona, il suono può far percepire a livello sottile una serie d’informazioni che vengono trasmesse da chi emette il suono. Così, se si è arrabbiati, si può emettere anche un suono piacevole, ma l’informazione che viene passata è un’informazione diversa. Alfred Tomatis, un otorinolaringoiatra francese , all’incirca cinquant’anni fa fece una serie di scoperte sorprendenti per l’epoca, che lo portarono allo sviluppo del metodo Tomatis. La finalità di questo metodo era di rieducare il nostro ascolto migliorando così le capacità d’apprendimento e di comunicazione. I suoi studi hanno delineato il rapporto dell’organo dell’udito con la psiche, scoprendo che primariamente, esso è un sistema per produrre la ricarica corticale e favorire il potenziale elettrico del cervello. L’orecchio trasforma le stimolazioni che riceve in energia neuronica destinata ad alimentare il Sistema Nervoso. Secondo Tomatis, un buon orecchio ha la sua controparte in una voce di buona qualità e tonalità, e un problema di ascolto generalmente non è il risultato di una causa organica ma ha un&#8217;origine psicologica. In migliaia di casi studiati, il dr. Tomatis ha osservato che molti pazienti raccontavano di situazioni nei primi anni di vita in cui escludevano certi stimoli provenienti dall&#8217;ambiente, più particolarmente quelli del linguaggio parlato. Situazioni di trauma emotivo a volte accompagnate da un trauma fisico portavano all&#8217;esclusione delle informazioni come protezione.  Gli scienziati dei nostri giorni, hanno scoperto che le voci degli esseri umani, il suono delle maree, il canto degli uccelli e dei delfini sono in un certo senso la stessa cosa, cioè presentano la stessa forma d’onda.  Rallentando le registrazioni di voci umane si ottengono suoni simili a quelli delle maree oceaniche, accelerando la registrazione della voce umana il suono diviene simile al canto dei delfini ed accelerando ancora si ottiene un suono che assomiglia molto al canto degli uccelli e via via che l’accelerazione aumenta il canto dei grilli. Anche le registrazioni dei suoni dello spazio, effettuate a bordo di navi spaziali mostrano una sostanziale somiglianza con il suono delle maree, ed il suono degli anelli di Urano sembra essere simile a quello delle ciotole tibetane. Ai giorni nostri, gli scienziati ritengono che l’eco dell’esplosione del Big Bang sia ancora oggi udibile con degli apparecchi sofisticati, e che tale primitiva vibrazione, è ancora udibile anche all’interno della nostra struttura psicofisica, a patto che l’intera struttura psicofisica sia acquietata ed in silenzio.  C’è un profondo assorbimento del suono nella carne e nelle ossa: nella visione yogica, i vari rumori della pioggia, della tromba, delle campane, delle conchiglie, e delle onde, sono i suoni interni dei sette centri energetici detti chakra.  Ascoltiamo in proposito alcuni brani da una Upanishad:  “Lo yogi, durante la pratica, ascolterà il suono celeste dall’orecchio destro; praticando la meditazione sulla relazione tra lo spazio e l’udito si percepisce la musica delle sfere. Il sussurro del suono interiore assomiglia al rumore delle onde dell’oceano, a quello della pioggia che cade, a quello dei ruscelli di montagna, agli echi delle campane e delle conchiglie marine.  Nell’Apocalisse di San Giovanni, capitolo primo, versetti 10-12, si legge:  “Nel giorno del Signore lo Spirito s’impadronì di me e udii dietro di me una voce forte come una tromba. Mi voltai per vedere chi stava parlando con me, e vidi sette candelabri d’oro. La voce era simile al fragore di grandi acque. Egli teneva sette stelle nella mano destra”.</p>
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		<title>Il mantra yoga</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Oct 2009 14:27:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Catia</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nada Yoga]]></category>

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		<description><![CDATA[TRATTO DA:
 &#8220;L&#8217;UTILIZZO DEL NADA YOGA NEL COUNSELING&#8221; 
di Catia Grandi (catiagrandi@libero.it)
Tesi finale della Scuola Superiore di counseling professionale, counseling filosofico e nonterapia
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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong>TRATTO DA:</strong></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><strong> </strong></span><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;">&#8220;L&#8217;UTILIZZO DEL NADA YOGA NEL COUNSELING&#8221; </span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;"><span style="color: #000000;">di Catia Grandi (<a href="mailto:catiagrandi@libero.it">catiagrandi@libero.it</a>)</span></span></span></p>
<p style="text-align: center;"><span style="color: #000000;"><span style="color: #ff0000;">Tesi finale della <strong><a href="http://www.nonterapia.ch/scuola-di-counseling-counseling-filosofico-e-nonterapia/" target="_blank">Scuola Superiore di counseling professionale, counseling filosofico e <span style="COLOR: #33cccc"><em>nonterapia</em></span></a></strong></span></span></p>
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<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">I Mantra, gli Yantra e i Mandala costituiscono il triplice sistema della pratica tantrica, in cui il Mantra  Yoga può essere visto come una parte fondamentale  del Nada Yoga.</p>
<p style="text-align: justify;">Il termine Mantra<strong> </strong>deriva dalla combinazione delle due parole sanscrite <em>manas</em> (mente) e <em>trayati</em> (liberare),  ed è una sillaba sacra, una parola o una frase mistica la cui ripetizione serve per aprire la coscienza del praticante, e risvegliare i poteri connessi con la vibrazione di quel suono. Mantra è dunque una particolare vibrazione sonora che ha la capacità di risvegliare il nostro potere latente e di aprire la nostra coscienza. I suoni e le vibrazioni trascendentali hanno la capacità di agire sulle energie del corpo sottile dell’essere vivente, in modo particolare dell’essere umano, portandolo a contatto con il proprio Sé.</p>
<p style="text-align: justify;">La medicina occidentale ha confermato le molteplici proprietà terapeutiche di questo tipo di pratiche sonore, nate in India più di 5000 anni fa, chiamandole con il termine di «musico-terapia». Secondo la tradizione indiana, l’entità umana è anche composta da un insieme di suoni e vibrazioni, i quali fino a un certo stadio sono percepibili e udibili da un orecchio ordinario, ma percepibili nella loro essenza più profonda soltanto da coloro (gli Yogin e i Rishi) che abbiano raggiunto un grado di evoluzione interiore molto alto. Questi suoni vengono dunque descritti in termini simbolici, intuitivi, e non tramutabili in parole. D’altra parte, nelle più antiche culture, non solamente indù, il suono assume un valore educativo, evolutivo e perfino terapeutico, poiché è detto che ogni suono ha una sua precisa corrispondenza nel corpo fisico, le cui vibrazioni vanno a sollecitare le cellule nel profondo, ridonando il prana, o energia cosmica, là dove questa sia venuta a mancare.</p>
<p style="text-align: justify;">Il mantra viene usato nel Nada yoga per trasformare le vicissitudini personali in tanti aspetti d’amore. Aurobindo, parlando della magia del mantra, lo associa a un potere automatico che crea una protezione effettiva. Nella meditazione individuale, se ne consiglia l’uso ogni qualvolta si percepiscano paure o speranze.</p>
<p style="text-align: justify;">I suoni e le vibrazioni “altamente trascendentali” evocati dal Mantra Yoga conducono il praticante o l&#8217;ascoltatore verso un profondo stato di rilassamento e a quel contatto più intimo con il proprio Sé, che la tradizione Yogica indica come fonte primaria di saggezza e guarigione.</p>
<p style="text-align: justify;"><span id="more-42"></span>Il mantra ripetuto verbalmente è chiamato Vaikhari, ripetuto sommessamente Upamsu, ripetuto mentalmente Manasika. Quest’ultimo è senza dubbio il più potente, poiché crea un circuito energetico interno privo di dispersione, che aumenta gradatamente la concentrazione che, inevitabilmente, sfocia nello stato meditativo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Devata e’ la divinita’ che presiede al Mantra, il potere permeante, un aspetto molto personale di Dio. E’ la saggezza che scaturisce da una fonte più elevata ed e’ come un singolo raggio di sole, un raggio che viene isolato e a cui viene attribuito un nome in modo che il discepolo possa sviluppare un rapporto con un aspetto di Dio che e’ capace di capire e di adorare. All’inizio il supremo incute timore reverenziale ed e’ troppo solenne e distante perché la mente umana possa afferrarlo, e soltanto più tardi l’energia divina può essere percepita nella sua forma pura; quindi la mente umana ha bisogno di stabilire un legame con un aspetto personale come Krishna o Shiva nella religione induista, Gesù nell’ambito della cristianità. Gli adulti che sono ancora spiritualmente immaturi hanno bisogno di un loro personale concetto di Dio finchè non sono in grado di vedere l’energia divina nella sua forma pura. Per esempio, il Mantra Om Namah Sivaya e’ legato a Siva e Om Tara, alla Madre Divina.</p>
<p style="text-align: justify;">Se si pensa ai milioni di persone che in India nel corso dei secoli hanno invocato il nome di Krishna o di Shiva, o a tutti i cristiani che nel corso degli anni hanno ripetuto il nome di Gesù, si può intuire come questa costante ripetizione abbia creato una spaventosa riserva di potere. La potenza di ciò che essi realizzano e’ racchiusa nell’energia combinata del Mantra: la persona effettivamente devota che recita il nome di un particolare aspetto del Divino finira’ prima o poi per attingere al potere del Devata.</p>
<p style="text-align: justify;">La vita è vibrazione, è musica: i suoni fluttuanti in tutto il creato hanno un loro linguaggio, non contaminato dall’uomo.</p>
<p style="text-align: justify;">Nella tradizione Indù si afferma: <strong>Nada Brahman, il Cosmo è Suono</strong>. Tutto ciò che è manifesto, dagli atomi alle galassie agli esseri umani, risuona in accordo a una vibrazione che si mantiene dall’inizio dei tempi.<strong> </strong>Dentro ogni suono, dentro ogni silenzio, dentro la materia che compone i nostri pensieri, si fa presente questa matrice universale, come un oceano dal quale il creato emerge e a cui a sua volta attinge per manifestarsi in maggiore o minore densità.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Mantra non è una vera e propria preghiera; con la preghiera, infatti, noi chiediamo qualcosa, mentre con il Mantra cerchiamo di avvicinarci al divino. Il Mantra non è neanche una pillola magica, ma piuttosto un costante flusso d’acqua che erode gradualmente anche la roccia più dura.</p>
<p style="text-align: justify;">Mantra è il canto di una stella&#8230; e ti trasporterà fino a quella stella.</p>
<p style="text-align: justify;">Gli immediati risultati del canto sono un aumento dell’abilita’ di concentrarsi, seguito gradualmente dal controllo del respiro e delle emozioni. Più tardi le emozioni saranno raffinate fino a diventare veri sentimenti. La ripetizione del Mantra è una antica tecnica dinamica con la caratteristica di possedere un potere cumulabile, infatti più lo si ripete più esso affonda le proprie radici nella nostra coscienza tanto che continueremo a ripeterlo mentalmente senza nemmeno rendercene conto.</p>
<p style="text-align: justify;">Un mantra e’ composto da lettere che, combinate in sillabe e parole della lingua sanscrita (emesse con la bocca) e dotate di un suono fisico (ascoltato dall’orecchio), danno forma e consistenza materiale al suono sacro (colto dallo spirito). In teoria ogni elemento o categoria dell’universo ha il proprio suono archetipo. Ciò vale, per esempio, per i sei elementi  o tattva: etere, aria, fuoco, acqua, terra, e luce, i cui suoni (LAM,VAM, RAM, YAM, HAM, OM) possono già di per sè‚ costituire dei mantra. Ma ciò che caratterizza normalmente i mantra mistici sono i suoni particolari di cui si serve la tecnica (shadana) impiegata per mettersi in relazione con le divinita’, di cui parleremo più avanti.</p>
<p style="text-align: justify;">Un mantra è generalmente è formato dal nome di una divinità che viene salutata in questo modo :</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Aum namah”,  &#8220;Aum namo &#8220;, oppure, &#8220;Aum Jai ( Gloria!) &#8221; o con altre combinazioni diverse. Per esempio: &#8220;<a>Aum namah Shivaya&#8221; </a>(Aum, mi arrendo a Te, Shiva ), &#8220;Aum namo Narayanaya (mi inchino a Te, Narayana)&#8230;.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni individuo è contraddistinto da uno specifico suono Mantra che rappresenta la sua essenza più sottile, l’Ishta Mantra, ma questo non significa che due persone non possano avere lo stesso Mantra. Secondo i principi del Nada Yoga, lo yoga del suono, tuttavia, esiste un suono particolare, una particolare vibrazione a cui il vostro corpo e’ meglio capace di rispondere. Il Mantra del praticante deve corrispondere alla sua natura spirituale.</p>
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		<title>Nada Yoga: Il potere del suono</title>
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		<pubDate>Mon, 20 Jul 2009 14:51:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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Intervista di Silvia Turrin a Selene Calloni Williams pubblicata sulla rivista Ben-Essere il 20/05/2008
Nella concezione induista, il suono è considerato la fonte da cui tutto è nato. È il seme della creazione e la manifestazione ancestrale dello Spirito trasformatosi in materia proprio attraverso le vibrazioni sonore. OM è il suono primordiale. È il mantra che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignright" style="margin: 10px; border: black 1px solid;" src="http://www.nonterapia.ch/media_db/nadayoga2.jpg" alt="" width="100" height="120" /></p>
<p><em>Intervista di Silvia Turrin a <a href="http://www.nonterapia.ch/amici-insegnanti-guest-teacher/selene-calloni-williams/" target="_blank">Selene Calloni Williams</a> pubblicata sulla rivista Ben-Essere il 20/05/2008</em></p>
<p>Nella concezione induista, il suono è considerato la fonte da cui tutto è nato. È il seme della creazione e la manifestazione ancestrale dello Spirito trasformatosi in materia proprio attraverso le vibrazioni sonore. OM è il suono primordiale. È il mantra che rappresenta il Tutto e l’origine di Tutto. In realtà, molte culture, non solo quella indiana, considerano il suono quell’elemento che ha dato avvio alla nascita dell’Universo.</p>
<p><span id="more-1"></span></p>
<p>Infatti, come ha messo ben in evidenza il musicologo Marius Schneider nel libro La musica primitiva:“Tutte le volte che la genesi del mondo è descritta con sufficiente precisione, un elemento acustico interviene nel momento decisivo dell’azione.[…] L’abisso primordiale, la bocca spalancata,la caverna che canta, il singing o supernatural ground degli Eschimesi, la fessura nella roccia delle Upanishad o il Tao degli antichi Cinesi da cui il mondo emana “come un albero”,sono immagini dello spazio vuoto o del non essere, da cui spira il soffio appena percettibile del creatore. Questo suono, nato dal vuoto, è il frutto di un pensiero che fa vibrare il Nulla e, propagandosi, crea lo spazio”. Una delle scienze più antiche che utilizza le vibrazioni sonore al fine di giungere alla conoscenza e alla realizzazione del Sé è il Nada Yoga, dottrina del suono interiore documentata già nelle Upanishad – scritte fra il XIV e XV secolo – ancora oggi insegnata in molte scuole hindu.<br />
Di questa pratica abbiamo parlato con Selene Calloni Williams, yogin, psicologa, scrittrice, tra i massimi esperti in Italia di antichi cammini iniziatici, come il tantrismo, e di millenarie filosofie orientali. Conoscenze sviluppate con lunghi ritiri negli eremitaggi buddhisti, frequentando l’Oriental Yoga Academy di Colombo, nello Sri Lanka, e incontrando mistici, sciamani e monaci nel corso di viaggi iniziatico- spirituali ante litteram. Fondatrice dell’associazione Nonterapia,Selene, attraverso le sue numerose attività (tra cui seminari in Italia e in Svizzera, e lezioni presso la Scuola Superiore di Formazione all’Esercizio del Counseling Filosofico e della Nonterapia) unisce saperi esoterici orientali e occidentali, al fine di ricercare una sorta di sintesi fra “opposti”.<br />
Punti di riferimento nel suo percorso esistenziale- professionale sono il tantrismo buddhista induista, lo Yoga Integrale di Aurobindo e il pensiero filosofico di Nietzsche.<br />
Tra i seminari che propone vi è proprio quello dedicato al Nada Yoga.<br />
“Il potere del suono e la sua forza creatrice – spiega Selene – sono conosciuti sin dai tempi più remoti in tutte le antiche civiltà e giungono anche nella nostra cultura occidentale cristiana, in cui si parla del Verbo come della forza all’origine della creazione. L’antica saggezza indiana, in particolare, ha saputo rendere sistematiche e tramandare le conoscenze relative al potere del suono, inteso come energia creatrice, capace di influire sulla realtà e modificarla. Il termine “Nada”, che deriva dalla radice sanscrita nad (flusso), significa suono. Quindi Nada Yoga è lo Yoga del Suono: la via dell’unione con il divino attraverso il ritrovamento del suono primordiale, la cui eco si ritrova in tutta la natura”.<br />
Quali sono gli antichi testi di riferimento del Nada Yoga?<br />
“Il Sama Veda,o Veda dei Canti, è uno dei principali testi di riferimento del Nada Yoga. Nel Sama Veda sono raccolti i canti liturgici, gli inni rivolti ai vari aspetti del divino che si manifesta in infinite forme. La maggior parte delle strofe che lo compongono sono tratte dal Rig Veda e adattate per poter essere cantate durante le celebrazioni liturgiche. Numerosi riferimenti al Nada Brama, l’Om, il suono creatore, e alla scienza dei mantra si trovano in varie Upanisad, testi di epoca immediatamente posteriore ai Veda, e nei Purana, i più antichi dei quali risalgono all’inizio della nostra era.”<br />
Parlare di Nada Yoga e di Mantra Yoga è la stessa cosa?<br />
“Non esattamente. Il Mantra Yoga può essere visto come una parte fondamentale del Nada Yoga, sviluppata e approfondita principalmente nei testi tantrici, nell’ambito del triplice sistema di mantra, yantra, simbolo geometrico che rappresenta la forma del suono, e mandala, simbolo circolare che rappresenta un cosmogramma, in cui si manifesta la divinità evocata dal suono del mantra e uno psicogramma, nel quale compaiono gli spiriti e gli dei che sono i vari aspetti della psiche umana.<br />
Sri Aurobindo, fondatore dello yoga integrale o Purna Yoga, proclamato in tempi recenti massimo saggio dell’India, ha affermato a proposito del mantra:“Il mantra è una parola nata dalle profondità segrete del nostro essere, dove è stata deposta da una consapevolezza più profonda di quella mentale, arricchita dal cuore e non costruita dall’intelletto. Il mantra non solo è in grado di creare un nuovo stato soggettivo in noi stessi, ma è anche capace di rivelare facoltà e conoscenze che in precedenza non sapevamo di possedere. La ripetizione del mantra non può produrre variazioni sostanziali se non nella mente di chi la esegue, tuttavia può generare nell’atmosfera, a livello mentale e vitale, vibrazioni capaci di agire sulle azioni altrui e addirittura di influenzare le forme del piano materiale. La funzione del mantra è di creare vibrazioni nella coscienza interiore che la preparino per la realizzazione di ciò che il mantra simboleggia e porta con sé. Chi pratica la ripetizione vocale o silente di un mantra in modo regolare, ha l’impressione che, dopo un certo tempo, il mantra prenda a ripetersi da solo. Ciò significa che l’essere interiore l’ha fatto proprio. Da quel momento in poi la ripetizione del mantra diviene assai più efficace.”<br />
Nel Nada Yoga esistono pratiche che prescindono dall’utilizzo del mantra e operano con il canto – ad esempio il canto delle vocali o di suoni elementari – e con l’attenzione al suono della propria voce.”<br />
Il suono della voce e le sue vibrazioni hanno un potere immenso, spesso sottovalutato soprattutto in Occidente. Il suono, nella concezione induista, è ritenuto invece il creatore dell’Universo. Om è il suono primordiale. Ma quali effetti producono sulle emozioni le vibrazioni sonore e qual è la forza terapeutica e spirituale del suono?<br />
“Le vibrazioni sonore possono aiutare a liberare le emozioni bloccate ed essere usate per evocare un particolare stato emotivo. Se, infatti, secondo la concezione che è alla base del Nada Yoga, tutto in natura ha un suono, o per meglio dire, è suono, allora esiste il suono della gioia, della tristezza, della rabbia…, di ogni emozione umana e di ogni manifestazione della natura. La forza spirituale del suono, ovvero lo scopo<br />
ultimo del Nada Yoga, è portare l’uomo a ritrovare la sua vera natura di unione con il divino. Unione che si manifesta nella vibrazione stessa del suo respiro,espressa dal mantra So ‘Ham, il mantra spontaneo del respiro, che significa proprio“Io sono Lui”,“Io sono Quello”.<br />
In cosa consiste esattamente la pratica del Nada Yoga?<br />
“La pratica del Nada Yoga consiste nel ritrovare il proprio suono interiore, quel suono che non è prodotto da nulla, per arrivare così a percepire dentro di sé l’eco della manifestazione dell’Assoluto. Le tecniche del Nada Yoga possono utilizzare il potere del suono attraverso la pratica di japa, la ripetizione prolungata sonora o mentale (dotata di un suono interno) di mantra, il canto di suoni semplici, come ad esempio le vocali, l’ascolto consapevole della propria voce e la trasformazione della vibrazione della propria voce.”<br />
Agisce su chakra e nadi?<br />
“Certamente. Le pratiche del Nada Yoga agiscono su chakra e nadi con l’intento di liberare e purificare i canali energetici, di ripulire l’intero essere a livello fisico, emotivo, mentale e spirituale da tutto ciò che impedisce la libera percezione del suono primordiale o, detto in altri termini, il riconoscimento della propria vera natura, e di aprire i chakra. Una pratica molto usata a questo fine è la ripetizione dei bija mantra, o mantra seme dei chakra”.<br />
Capita, parlando con alcune persone, di avere la propria voce “bloccata” o di sentire la voce altrui “spezzata, debole”. Il Nada Yoga come può aiutare a eliminare i blocchi interni per poi riuscire a esprimere una voce naturale, spontanea,“libera”?<br />
“Insegnando a respirare. L’esercizio della voce è innanzitutto esercizio del respiro. La pratica del controllo del respiro è lavoro sulle emozioni e sul comportamento. Essere spontanei con la voce è un tutt’uno con la capacità di respirare liberamente e profondamente.”<br />
Lei ha affermato:“Trasformando la vibrazione della propria voce, molte persone sono state liberate dai circuiti della coazione a ripetere e hanno sostanzialmente raggiunto obiettivi che prima parevano inaccessibili”.<br />
Può spiegarci meglio questo pensiero?<br />
“È assolutamente straordinario come il lavoro sulla voce consenta di risolvere le obiezioni emotive al successo e permetta il conseguimento degli obiettivi. Ogni volta io sono la prima a stupirmi dei risultati fantastici che certe pratiche antiche, semplici e dirette, permettono di raggiungere.<br />
Inconsapevolmente, fin da bambini, tendiamo a modulare la nostra voce in modo da interagire con le vibrazioni della voce delle persone che amiamo: a volte per imitazione, altre per contrapposizione. Inoltre, i traumi emotivi modificano il timbro della voce agendo direttamente sull’involucro sottile (nadi e chakra) e su quello grossolano (muscoli e tessuti). È con la nostra voce che noi parliamo a noi stessi. Le parti più profonde di noi recepiscono non tanto il messaggio razionale, quanto quello vibrazionale. Nella trasformazione della vibrazione della voce c’è la liberazione dagli obblighi d’amore che ci legano ai personaggi più importanti del nostro passato e il superamento dei traumi emotivi che condizionano il nostro comportamento.<br />
Le vibrazioni della nostra voce attraversano lo spazio plasmando gli eventi. Da ciò possiamo comprendere quanto sia importante emettere vibrazioni in sintonia con il nostro essere profondo, per fare ciò dobbiamo apprendere a liberare il nostro suono più autentico. Il Nada Yoga conduce a questo scopo.</p>
<p><a href="http://www.nonterapia.ch/media_db/benessere_nadayoga.pdf">Vai all’articolo completo di foto</a></p>
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