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Nada Yoga: Il potere del suono

Intervista di Silvia Turrin a Selene Calloni Williams pubblicata sulla rivista Ben-Essere il 20/05/2008
Nella concezione induista, il suono è considerato la fonte da cui tutto è nato. È il seme della creazione e la manifestazione ancestrale dello Spirito trasformatosi in materia proprio attraverso le vibrazioni sonore. OM è il suono primordiale. È il mantra che rappresenta il Tutto e l’origine di Tutto. In realtà, molte culture, non solo quella indiana, considerano il suono quell’elemento che ha dato avvio alla nascita dell’Universo.
Infatti, come ha messo ben in evidenza il musicologo Marius Schneider nel libro La musica primitiva:“Tutte le volte che la genesi del mondo è descritta con sufficiente precisione, un elemento acustico interviene nel momento decisivo dell’azione.[…] L’abisso primordiale, la bocca spalancata,la caverna che canta, il singing o supernatural ground degli Eschimesi, la fessura nella roccia delle Upanishad o il Tao degli antichi Cinesi da cui il mondo emana “come un albero”,sono immagini dello spazio vuoto o del non essere, da cui spira il soffio appena percettibile del creatore. Questo suono, nato dal vuoto, è il frutto di un pensiero che fa vibrare il Nulla e, propagandosi, crea lo spazio”. Una delle scienze più antiche che utilizza le vibrazioni sonore al fine di giungere alla conoscenza e alla realizzazione del Sé è il Nada Yoga, dottrina del suono interiore documentata già nelle Upanishad – scritte fra il XIV e XV secolo – ancora oggi insegnata in molte scuole hindu.
Di questa pratica abbiamo parlato con Selene Calloni Williams, yogin, psicologa, scrittrice, tra i massimi esperti in Italia di antichi cammini iniziatici, come il tantrismo, e di millenarie filosofie orientali. Conoscenze sviluppate con lunghi ritiri negli eremitaggi buddhisti, frequentando l’Oriental Yoga Academy di Colombo, nello Sri Lanka, e incontrando mistici, sciamani e monaci nel corso di viaggi iniziatico- spirituali ante litteram. Fondatrice dell’associazione Nonterapia,Selene, attraverso le sue numerose attività (tra cui seminari in Italia e in Svizzera, e lezioni presso la Scuola Superiore di Formazione all’Esercizio del Counseling Filosofico e della Nonterapia) unisce saperi esoterici orientali e occidentali, al fine di ricercare una sorta di sintesi fra “opposti”.
Punti di riferimento nel suo percorso esistenziale- professionale sono il tantrismo buddhista induista, lo Yoga Integrale di Aurobindo e il pensiero filosofico di Nietzsche.
Tra i seminari che propone vi è proprio quello dedicato al Nada Yoga.
“Il potere del suono e la sua forza creatrice – spiega Selene – sono conosciuti sin dai tempi più remoti in tutte le antiche civiltà e giungono anche nella nostra cultura occidentale cristiana, in cui si parla del Verbo come della forza all’origine della creazione. L’antica saggezza indiana, in particolare, ha saputo rendere sistematiche e tramandare le conoscenze relative al potere del suono, inteso come energia creatrice, capace di influire sulla realtà e modificarla. Il termine “Nada”, che deriva dalla radice sanscrita nad (flusso), significa suono. Quindi Nada Yoga è lo Yoga del Suono: la via dell’unione con il divino attraverso il ritrovamento del suono primordiale, la cui eco si ritrova in tutta la natura”.
Quali sono gli antichi testi di riferimento del Nada Yoga?
“Il Sama Veda,o Veda dei Canti, è uno dei principali testi di riferimento del Nada Yoga. Nel Sama Veda sono raccolti i canti liturgici, gli inni rivolti ai vari aspetti del divino che si manifesta in infinite forme. La maggior parte delle strofe che lo compongono sono tratte dal Rig Veda e adattate per poter essere cantate durante le celebrazioni liturgiche. Numerosi riferimenti al Nada Brama, l’Om, il suono creatore, e alla scienza dei mantra si trovano in varie Upanisad, testi di epoca immediatamente posteriore ai Veda, e nei Purana, i più antichi dei quali risalgono all’inizio della nostra era.”
Parlare di Nada Yoga e di Mantra Yoga è la stessa cosa?
“Non esattamente. Il Mantra Yoga può essere visto come una parte fondamentale del Nada Yoga, sviluppata e approfondita principalmente nei testi tantrici, nell’ambito del triplice sistema di mantra, yantra, simbolo geometrico che rappresenta la forma del suono, e mandala, simbolo circolare che rappresenta un cosmogramma, in cui si manifesta la divinità evocata dal suono del mantra e uno psicogramma, nel quale compaiono gli spiriti e gli dei che sono i vari aspetti della psiche umana.
Sri Aurobindo, fondatore dello yoga integrale o Purna Yoga, proclamato in tempi recenti massimo saggio dell’India, ha affermato a proposito del mantra:“Il mantra è una parola nata dalle profondità segrete del nostro essere, dove è stata deposta da una consapevolezza più profonda di quella mentale, arricchita dal cuore e non costruita dall’intelletto. Il mantra non solo è in grado di creare un nuovo stato soggettivo in noi stessi, ma è anche capace di rivelare facoltà e conoscenze che in precedenza non sapevamo di possedere. La ripetizione del mantra non può produrre variazioni sostanziali se non nella mente di chi la esegue, tuttavia può generare nell’atmosfera, a livello mentale e vitale, vibrazioni capaci di agire sulle azioni altrui e addirittura di influenzare le forme del piano materiale. La funzione del mantra è di creare vibrazioni nella coscienza interiore che la preparino per la realizzazione di ciò che il mantra simboleggia e porta con sé. Chi pratica la ripetizione vocale o silente di un mantra in modo regolare, ha l’impressione che, dopo un certo tempo, il mantra prenda a ripetersi da solo. Ciò significa che l’essere interiore l’ha fatto proprio. Da quel momento in poi la ripetizione del mantra diviene assai più efficace.”
Nel Nada Yoga esistono pratiche che prescindono dall’utilizzo del mantra e operano con il canto – ad esempio il canto delle vocali o di suoni elementari – e con l’attenzione al suono della propria voce.”
Il suono della voce e le sue vibrazioni hanno un potere immenso, spesso sottovalutato soprattutto in Occidente. Il suono, nella concezione induista, è ritenuto invece il creatore dell’Universo. Om è il suono primordiale. Ma quali effetti producono sulle emozioni le vibrazioni sonore e qual è la forza terapeutica e spirituale del suono?
“Le vibrazioni sonore possono aiutare a liberare le emozioni bloccate ed essere usate per evocare un particolare stato emotivo. Se, infatti, secondo la concezione che è alla base del Nada Yoga, tutto in natura ha un suono, o per meglio dire, è suono, allora esiste il suono della gioia, della tristezza, della rabbia…, di ogni emozione umana e di ogni manifestazione della natura. La forza spirituale del suono, ovvero lo scopo
ultimo del Nada Yoga, è portare l’uomo a ritrovare la sua vera natura di unione con il divino. Unione che si manifesta nella vibrazione stessa del suo respiro,espressa dal mantra So ‘Ham, il mantra spontaneo del respiro, che significa proprio“Io sono Lui”,“Io sono Quello”.
In cosa consiste esattamente la pratica del Nada Yoga?
“La pratica del Nada Yoga consiste nel ritrovare il proprio suono interiore, quel suono che non è prodotto da nulla, per arrivare così a percepire dentro di sé l’eco della manifestazione dell’Assoluto. Le tecniche del Nada Yoga possono utilizzare il potere del suono attraverso la pratica di japa, la ripetizione prolungata sonora o mentale (dotata di un suono interno) di mantra, il canto di suoni semplici, come ad esempio le vocali, l’ascolto consapevole della propria voce e la trasformazione della vibrazione della propria voce.”
Agisce su chakra e nadi?
“Certamente. Le pratiche del Nada Yoga agiscono su chakra e nadi con l’intento di liberare e purificare i canali energetici, di ripulire l’intero essere a livello fisico, emotivo, mentale e spirituale da tutto ciò che impedisce la libera percezione del suono primordiale o, detto in altri termini, il riconoscimento della propria vera natura, e di aprire i chakra. Una pratica molto usata a questo fine è la ripetizione dei bija mantra, o mantra seme dei chakra”.
Capita, parlando con alcune persone, di avere la propria voce “bloccata” o di sentire la voce altrui “spezzata, debole”. Il Nada Yoga come può aiutare a eliminare i blocchi interni per poi riuscire a esprimere una voce naturale, spontanea,“libera”?
“Insegnando a respirare. L’esercizio della voce è innanzitutto esercizio del respiro. La pratica del controllo del respiro è lavoro sulle emozioni e sul comportamento. Essere spontanei con la voce è un tutt’uno con la capacità di respirare liberamente e profondamente.”
Lei ha affermato:“Trasformando la vibrazione della propria voce, molte persone sono state liberate dai circuiti della coazione a ripetere e hanno sostanzialmente raggiunto obiettivi che prima parevano inaccessibili”.
Può spiegarci meglio questo pensiero?
“È assolutamente straordinario come il lavoro sulla voce consenta di risolvere le obiezioni emotive al successo e permetta il conseguimento degli obiettivi. Ogni volta io sono la prima a stupirmi dei risultati fantastici che certe pratiche antiche, semplici e dirette, permettono di raggiungere.
Inconsapevolmente, fin da bambini, tendiamo a modulare la nostra voce in modo da interagire con le vibrazioni della voce delle persone che amiamo: a volte per imitazione, altre per contrapposizione. Inoltre, i traumi emotivi modificano il timbro della voce agendo direttamente sull’involucro sottile (nadi e chakra) e su quello grossolano (muscoli e tessuti). È con la nostra voce che noi parliamo a noi stessi. Le parti più profonde di noi recepiscono non tanto il messaggio razionale, quanto quello vibrazionale. Nella trasformazione della vibrazione della voce c’è la liberazione dagli obblighi d’amore che ci legano ai personaggi più importanti del nostro passato e il superamento dei traumi emotivi che condizionano il nostro comportamento.
Le vibrazioni della nostra voce attraversano lo spazio plasmando gli eventi. Da ciò possiamo comprendere quanto sia importante emettere vibrazioni in sintonia con il nostro essere profondo, per fare ciò dobbiamo apprendere a liberare il nostro suono più autentico. Il Nada Yoga conduce a questo scopo.