-
Il mantra yoga
TRATTO DA:
“L’UTILIZZO DEL NADA YOGA NEL COUNSELING”
di Catia Grandi (catiagrandi@libero.it)
Tesi finale della Scuola Superiore di counseling professionale, counseling filosofico e nonterapia
Vuoi scaricare tutta la tesi in formato PDF?
Inserisci il tuo nome e il tuo indirizzo di posta elettronica. Ti invieremo il link per scaricare gratuitamente il file in formato pdf. Inoltre sarai sempre aggiornato sulle attività di nonterapia come iscritto alla nostra newsletter.
cforms contact form by delicious:days
I Mantra, gli Yantra e i Mandala costituiscono il triplice sistema della pratica tantrica, in cui il Mantra Yoga può essere visto come una parte fondamentale del Nada Yoga.
Il termine Mantra deriva dalla combinazione delle due parole sanscrite manas (mente) e trayati (liberare), ed è una sillaba sacra, una parola o una frase mistica la cui ripetizione serve per aprire la coscienza del praticante, e risvegliare i poteri connessi con la vibrazione di quel suono. Mantra è dunque una particolare vibrazione sonora che ha la capacità di risvegliare il nostro potere latente e di aprire la nostra coscienza. I suoni e le vibrazioni trascendentali hanno la capacità di agire sulle energie del corpo sottile dell’essere vivente, in modo particolare dell’essere umano, portandolo a contatto con il proprio Sé.
La medicina occidentale ha confermato le molteplici proprietà terapeutiche di questo tipo di pratiche sonore, nate in India più di 5000 anni fa, chiamandole con il termine di «musico-terapia». Secondo la tradizione indiana, l’entità umana è anche composta da un insieme di suoni e vibrazioni, i quali fino a un certo stadio sono percepibili e udibili da un orecchio ordinario, ma percepibili nella loro essenza più profonda soltanto da coloro (gli Yogin e i Rishi) che abbiano raggiunto un grado di evoluzione interiore molto alto. Questi suoni vengono dunque descritti in termini simbolici, intuitivi, e non tramutabili in parole. D’altra parte, nelle più antiche culture, non solamente indù, il suono assume un valore educativo, evolutivo e perfino terapeutico, poiché è detto che ogni suono ha una sua precisa corrispondenza nel corpo fisico, le cui vibrazioni vanno a sollecitare le cellule nel profondo, ridonando il prana, o energia cosmica, là dove questa sia venuta a mancare.
Il mantra viene usato nel Nada yoga per trasformare le vicissitudini personali in tanti aspetti d’amore. Aurobindo, parlando della magia del mantra, lo associa a un potere automatico che crea una protezione effettiva. Nella meditazione individuale, se ne consiglia l’uso ogni qualvolta si percepiscano paure o speranze.
I suoni e le vibrazioni “altamente trascendentali” evocati dal Mantra Yoga conducono il praticante o l’ascoltatore verso un profondo stato di rilassamento e a quel contatto più intimo con il proprio Sé, che la tradizione Yogica indica come fonte primaria di saggezza e guarigione.
Il mantra ripetuto verbalmente è chiamato Vaikhari, ripetuto sommessamente Upamsu, ripetuto mentalmente Manasika. Quest’ultimo è senza dubbio il più potente, poiché crea un circuito energetico interno privo di dispersione, che aumenta gradatamente la concentrazione che, inevitabilmente, sfocia nello stato meditativo.
Il Devata e’ la divinita’ che presiede al Mantra, il potere permeante, un aspetto molto personale di Dio. E’ la saggezza che scaturisce da una fonte più elevata ed e’ come un singolo raggio di sole, un raggio che viene isolato e a cui viene attribuito un nome in modo che il discepolo possa sviluppare un rapporto con un aspetto di Dio che e’ capace di capire e di adorare. All’inizio il supremo incute timore reverenziale ed e’ troppo solenne e distante perché la mente umana possa afferrarlo, e soltanto più tardi l’energia divina può essere percepita nella sua forma pura; quindi la mente umana ha bisogno di stabilire un legame con un aspetto personale come Krishna o Shiva nella religione induista, Gesù nell’ambito della cristianità. Gli adulti che sono ancora spiritualmente immaturi hanno bisogno di un loro personale concetto di Dio finchè non sono in grado di vedere l’energia divina nella sua forma pura. Per esempio, il Mantra Om Namah Sivaya e’ legato a Siva e Om Tara, alla Madre Divina.
Se si pensa ai milioni di persone che in India nel corso dei secoli hanno invocato il nome di Krishna o di Shiva, o a tutti i cristiani che nel corso degli anni hanno ripetuto il nome di Gesù, si può intuire come questa costante ripetizione abbia creato una spaventosa riserva di potere. La potenza di ciò che essi realizzano e’ racchiusa nell’energia combinata del Mantra: la persona effettivamente devota che recita il nome di un particolare aspetto del Divino finira’ prima o poi per attingere al potere del Devata.
La vita è vibrazione, è musica: i suoni fluttuanti in tutto il creato hanno un loro linguaggio, non contaminato dall’uomo.
Nella tradizione Indù si afferma: Nada Brahman, il Cosmo è Suono. Tutto ciò che è manifesto, dagli atomi alle galassie agli esseri umani, risuona in accordo a una vibrazione che si mantiene dall’inizio dei tempi. Dentro ogni suono, dentro ogni silenzio, dentro la materia che compone i nostri pensieri, si fa presente questa matrice universale, come un oceano dal quale il creato emerge e a cui a sua volta attinge per manifestarsi in maggiore o minore densità.
Il Mantra non è una vera e propria preghiera; con la preghiera, infatti, noi chiediamo qualcosa, mentre con il Mantra cerchiamo di avvicinarci al divino. Il Mantra non è neanche una pillola magica, ma piuttosto un costante flusso d’acqua che erode gradualmente anche la roccia più dura.
Mantra è il canto di una stella… e ti trasporterà fino a quella stella.
Gli immediati risultati del canto sono un aumento dell’abilita’ di concentrarsi, seguito gradualmente dal controllo del respiro e delle emozioni. Più tardi le emozioni saranno raffinate fino a diventare veri sentimenti. La ripetizione del Mantra è una antica tecnica dinamica con la caratteristica di possedere un potere cumulabile, infatti più lo si ripete più esso affonda le proprie radici nella nostra coscienza tanto che continueremo a ripeterlo mentalmente senza nemmeno rendercene conto.
Un mantra e’ composto da lettere che, combinate in sillabe e parole della lingua sanscrita (emesse con la bocca) e dotate di un suono fisico (ascoltato dall’orecchio), danno forma e consistenza materiale al suono sacro (colto dallo spirito). In teoria ogni elemento o categoria dell’universo ha il proprio suono archetipo. Ciò vale, per esempio, per i sei elementi o tattva: etere, aria, fuoco, acqua, terra, e luce, i cui suoni (LAM,VAM, RAM, YAM, HAM, OM) possono già di per sè‚ costituire dei mantra. Ma ciò che caratterizza normalmente i mantra mistici sono i suoni particolari di cui si serve la tecnica (shadana) impiegata per mettersi in relazione con le divinita’, di cui parleremo più avanti.
Un mantra è generalmente è formato dal nome di una divinità che viene salutata in questo modo :
“Aum namah”, “Aum namo “, oppure, “Aum Jai ( Gloria!) ” o con altre combinazioni diverse. Per esempio: “Aum namah Shivaya” (Aum, mi arrendo a Te, Shiva ), “Aum namo Narayanaya (mi inchino a Te, Narayana)….
Ogni individuo è contraddistinto da uno specifico suono Mantra che rappresenta la sua essenza più sottile, l’Ishta Mantra, ma questo non significa che due persone non possano avere lo stesso Mantra. Secondo i principi del Nada Yoga, lo yoga del suono, tuttavia, esiste un suono particolare, una particolare vibrazione a cui il vostro corpo e’ meglio capace di rispondere. Il Mantra del praticante deve corrispondere alla sua natura spirituale.